👃Investimenti in ambito dati e algoritmi. Da Napoli alla Silicon Valley e ritorno: il viaggio di Luigi Congedo nell’AI con DataMasters e non solo …
Presentati: Luigi Congedo. Sono attratto dall’incrocio tra tecnologia e imprenditorialità, che mi ha portato a costruire il mio futuro in Silicon Valley. Napoli mi ha insegnato resilienza e relazioni autentiche: dopo Economia Aziendale alla Federico II e esperienze all’estero in Spagna ed Irlanda ho scelto di spingermi oltre l’Europa. Non è stata solo ambizione: era fame di conoscenza, desiderio di imparare dai migliori del mondo del tech e immergermi nell’ecosistema più innovativo del pianeta. In California ho lavorato in varie aziende (Samsung, RadiumOne, AngelHack) e nel 2015 sono poi entrato in un Venture Capital, BootstrapLabs (acquisito poi da Ares Capital), con cui ho investito in oltre 35 startup di AI e Machine Learning tra IPO, exit e qualche fallimento. In un ambiente iper-competitivo come quello Californiano, dove la velocità è tutto, la capacità di creare rapporti veri è stata una delle mie armi più forti. Grazie a questo ho conosciuto investitori, founder, ricercatori e visionari che hanno arricchito il mio percorso e stimolato nuovi modi di vivere imprenditorialità e innovazione. Ed ora sono anche angel investor supportando diverse startup in fase early stage e affiancando i founder come advisor. Oggi con DataMasters.it cerco di riportare questo know-how in Italia per aiutare professionisti e imprese a usare l’AI con coraggio, curiosità e responsabilità. È il mio modo di restituire valore: mettere l’esperienza maturata negli Stati Uniti al servizio di chi vuole costruire il futuro qui. Credo profondamente che l’innovazione non sia solo tecnologia, ma un atto di coraggio, curiosità e responsabilità. Ed è con questo spirito che continuo il mio percorso.

Il mio ruolo tra 10 anni sarà … (continua la frase come fossi GPT-10) : Tra dieci anni mi vedo impegnato su tre livelli: personale, professionale e sociale. Spero di conservare la mia curiosità, il motore che mi spinge a imparare, mettermi in discussione e sostenere founders più giovani. Vorrei contribuire a un’Italia più meritocratica, aperta all’innovazione e più capace di valorizzare il talento, indipendentemente dal punto di partenza. Mi immagino punto di riferimento internazionale nell’AI applicata a formazione e impresa, costruendo ponti tra Stati Uniti e Italia. Sogno anche di lanciare un mio fondo d’investimento e, con Data Masters, aiutare migliaia di persone e aziende a usare l’AI in modo concreto e consapevole. Uno degli insegnamenti più importanti ricevuti in Silicon Valley è quello di essere un paranoico ottimista: sempre attento ai rischi, ma convinto che con le persone giuste, la visione giusta e tanta dedizione al lavoro si possano costruire soluzioni anche quando sembrano impossibili. Questa è la mentalità che voglio portare avanti anche tra dieci anni.
Quale è la sfida più importante che il mondo dei dati e algoritmi ha di fronte a sé oggi? La sfida dell’AI oggi è più culturale che tecnica: l’innovazione va più veloce della nostra capacità di integrarla. Serve imparare in fretta, sperimentare, fare ricerca applicata che trasformi esperimenti in soluzioni reali. Entriamo nell’era dei “super humans”, con l’AI compagno cognitivo nel lavoro e nelle decisioni. Le grandi sfide: educare milioni di persone, portare l’AI davvero in produzione nelle aziende e garantire sicurezza, governance e affidabilità, anche su robot e dispositivi autonomi. Bisogna democratizzare le competenze e integrare ora l’AI in processi creando valore economico e sociale.
Segnalaci il progetto o la risorsa nel mondo dei dati di cui non potresti fare a meno … Nel mio percorso, ho capito che quasi nulla è fuori dalla nostra portata e che il fulcro di tutto sono sempre le relazioni umane che crei. Le informazioni oggi sono accessibili in pochi click; ma il mio vero vantaggio è il network reale e continuativo che ho costruito, dai mentor di BootstrapLabs alle persone che guidano l’AI. Confrontarmi con loro mi aiuta ad anticipare i trend e portare in Italia una visione più matura e internazionale dell’innovazione. Ho visto nascere i primi chatbot e modelli generativi, lavorando accanto a giovani founder, diventati poi leader. Porto con me i loro insegnamenti sul modo di vedere il mondo e costruire valore.
PSS (Post Scriptum di Stefano): Luigi è un personaggio poliedrico e straordinario con cui mi sono sentito diverse volte in questi ultimi anni e che ha allargato diverse volte la mia prospettiva. E’ difficile cogliere il suo valore in una breve intervista come ci consente il format standard di questa newsletter. Per questo se ti è piaciuta questa versione breve della sua intervista ti condivido qui anche la versione più lunga ma di grandissimo valore: buona lettura! Fammi sapere se il formato più lungo di piace magari anche di più 🙂